Sempre più spesso la potenza “storica” da 3 kW non basta: piano a induzione, climatizzatori, pompa di calore, ricarica dell’auto elettrica. Se il contatore scatta quando accendi troppi apparecchi insieme, potresti aver bisogno di più potenza — ma ci sono due cose diverse da sistemare.
Due interventi diversi, da non confondere
- L’aumento di potenza vero e proprio lo gestisce il tuo fornitore di energia insieme al distributore, che interviene sul contatore. La richiesta va fatta a loro; costi e tempi dipendono dal gestore, non dall’elettricista.
- L’impianto deve reggere la nuova potenza: sezione dei cavi, quadro e protezioni vanno verificati e, se serve, adeguati. Questo è il lavoro dell’elettricista.
Aumentare la potenza al contatore senza un impianto adeguato non è sicuro: il rischio si sposta semplicemente sui cavi.
Quando conviene aumentare la potenza
- Il contatore scatta accendendo forno, induzione e climatizzatore insieme.
- Hai installato (o vuoi installare) una pompa di calore o un climatizzatore potente.
- Stai per montare una wallbox per ricaricare l’auto elettrica: spesso richiede potenza aggiuntiva.
- Vuoi passare dai 3 kW standard a 4,5 o 6 kW, oppure valuti un contratto trifase.
Cosa verifica l’elettricista
- Che il quadro e le protezioni siano dimensionati per la nuova potenza.
- Che la sezione dei cavi della montante e delle linee principali sia adeguata.
- Lo stato della messa a terra e del salvavita.
- Se necessario, adegua il quadro e rilascia la dichiarazione di conformità.
In sintesi
La potenza la aumenta il fornitore; la sicurezza la garantisce l’impianto. I due interventi vanno fatti insieme: prima si verifica che l’impianto regga, poi si attiva la potenza maggiore.
Stai pensando di aumentare la potenza o di installare una wallbox? Contattaci per una verifica dell’impianto: controlliamo che tutto sia dimensionato e a norma prima del passaggio.