Una delle cose che si nota di più in un impianto datato è la mancanza di prese: prolunghe, ciabatte e prese introvabili dietro i mobili. Quante prevederne? Ecco come ragionare, stanza per stanza.
Parti da come vivi gli ambienti
Non esiste un numero “magico” uguale per tutti: dipende da arredo, abitudini e dispositivi. Il principio è semplice: meglio qualche presa in più oggi che doverla aggiungere domani rompendo i muri. La norma CEI 64-8 con i suoi livelli fissa comunque una dotazione minima crescente.
Stanza per stanza
- Soggiorno: di solito il punto con più prese — TV, decoder, audio, lampade, ricariche. Prevedile vicino al mobile TV e ai divani.
- Cucina: servono più prese dedicate per gli elettrodomestici (frigo, forno, lavastoviglie, piano) e per i piccoli elettrodomestici sul piano di lavoro, spesso su circuiti separati.
- Camere: prese ai due lati del letto per comodini e ricariche, più la zona scrivania o armadio.
- Bagno: prese a norma, nel rispetto delle distanze di sicurezza dall’acqua.
- Esterni e box: una presa per gli esterni e, se serve, la predisposizione per la ricarica dell’auto.
Non solo prese: i punti luce
Pensa anche ai punti luce e a come li accendi: punti deviati per accendere la stessa luce da due posizioni (ingresso e camera), prese comandate, eventuale predisposizione domotica per gestire scenari di luce.
Il modo giusto di deciderlo
In un nuovo impianto o un rifacimento si fa un giro della casa stanza per stanza e si decidono insieme prese e punti luce in base alla vita reale. Così l’impianto è comodo e a norma fin da subito.
Stai rifacendo l’impianto? Richiedi un sopralluogo gratuito: definiamo insieme prese e punti luce per ogni ambiente.