Serve il permesso dell’assemblea? Da quale contatore parte la linea? Se il garage è grande, cosa chiedono i Vigili del Fuoco? Ecco le regole principali per installare una wallbox (o colonnina di ricarica) in condominio, con i link alle fonti ufficiali.
Box di proprietà collegato al tuo contatore
È il caso più frequente: la wallbox va nel tuo box e la linea parte dal tuo contatore, passando spesso per spazi comuni come cavedi, corridoi o rampe. In generale contano due articoli del Codice civile:
- l’art. 1102: ogni condòmino può servirsi delle parti comuni purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso, e a questo scopo può fare a proprie spese le modifiche necessarie;
- l’art. 1122: le opere nelle parti di proprietà individuale non devono danneggiare le parti comuni né pregiudicare stabilità, sicurezza o decoro architettonico, e «in ogni caso è data preventiva notizia all’amministratore che ne riferisce all’assemblea».
In pratica: prima dei lavori avvisa l’amministratore, meglio per iscritto, indicando dove va la wallbox e da dove passa la linea.
Opere sulle parti comuni: cosa decide l’assemblea
Se servono opere edilizie per l’infrastruttura di ricarica, l’art. 17-quinquies del DL 83/2012, comma 2, fatto salvo il regime dell’art. 1102, prevede che le approvi l’assemblea con le maggioranze dell’art. 1136 del Codice civile, commi 1, 2 e 3:
- prima convocazione: maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio;
- seconda convocazione: maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.
E se il condominio non decide? Per il comma 3, se rifiuta di deliberare o non delibera entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, il condòmino interessato può installare a proprie spese i dispositivi di ricarica, secondo le modalità del comma 2. Restano fermi l’art. 1120, secondo comma, e l’art. 1121, terzo comma: chi non ha partecipato all’innovazione può, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera.
Più box e un’infrastruttura condivisa
Quando più condòmini vogliono ricaricare, può convenire un’unica infrastruttura per l’autorimessa invece di tante linee separate, da approvare in assemblea.
Il bonus colonnine 2026
Il bonus colonnine domestiche è un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa, con due tetti diversi:
- persone fisiche: fino a 1.500 euro, con colonnina a uso esclusivamente privato;
- parti comuni del condominio: fino a 8.000 euro, con infrastruttura destinata all’uso collettivo dei condòmini.
In entrambi i casi l’infrastruttura non deve essere accessibile al pubblico. Per il condominio la domanda la gestisce l’amministratore (o il condòmino delegato, nei condomìni fino a 8 partecipanti), con la delibera assembleare che autorizza i lavori.
Le regole principali dello sportello 2026:
- valgono le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026; chi completa l’installazione nel 2027 potrà fare domanda nello sportello del 2027, la cui apertura sarà fissata da un successivo decreto;
- le domande si presentano dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027, solo online sulla piattaforma Invitalia, e sono ammesse all’istruttoria in ordine cronologico, nei limiti dei fondi;
- la wallbox deve essere nuova di fabbrica e presente in uno degli elenchi GSE vigenti alla data della domanda: la wallbox la forniamo noi, quindi se vuoi il bonus diccelo al sopralluogo, prima di scegliere il modello;
- nessuna fattura, nemmeno la prima, può avere data anteriore al 26 giugno 2026, e servono le fatture elettroniche in formato XML;
- i pagamenti vanno fatti solo con bonifico, SEPA Credit Transfer o carta di credito o di debito, da un conto intestato a chi chiede il contributo (anche la carta deve essere intestata al richiedente): niente contanti e niente finanziamento;
- alla domanda va allegata anche l’«Attestazione dei requisiti dell’infrastruttura di ricarica», su modulo ufficiale MIMIT.
La domanda non la presentiamo noi: la presenti tu o, per il condominio, la gestisce l’amministratore. Noi forniamo e installiamo la wallbox e rilasciamo la dichiarazione di conformità (DM 37/08) e la fattura elettronica. L’elenco completo dei documenti da allegare è nelle FAQ del MIMIT: controllali prima di iniziare. Per informazioni sulla misura c’è il numero verde Invitalia 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18).
Autorimesse soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco
Le autorimesse pubbliche e private con superficie complessiva coperta superiore a 300 m² sono soggette ai controlli di prevenzione incendi (DPR 151/2011, allegato I, attività 75). Le infrastrutture di ricarica, da sole, non sono attività soggette, ma installarle in un’autorimessa soggetta costituisce una modifica dell’attività. Il riferimento sono le Linee guida dei Vigili del Fuoco (Circolare n. 2 del 5 novembre 2018), che chiedono tra l’altro:
- un comando di sgancio di emergenza segnalato e accessibile ai soccorritori;
- la ricarica in Modo 3 o Modo 4;
- estintori portatili adatti ad apparecchi elettrici in tensione, in aggiunta a quelli già previsti: uno ogni 5 punti di connessione o frazione;
- il cartello «STAZIONE DI RICARICA PER VEICOLI ELETTRICI».
Un’installazione conforme alle Linee guida è una modifica non rilevante ai fini antincendio: il responsabile dell’attività acquisisce la documentazione e la segnala al Comando dei Vigili del Fuoco al rinnovo periodico. Se non è conforme, la modifica è rilevante.
Noi realizziamo la parte elettrica secondo queste indicazioni. Se serve il progetto antincendio, possiamo occuparcene con il nostro tecnico antincendio di fiducia: è un servizio a parte, con costi da calcolare separatamente. Gli adempimenti verso i Vigili del Fuoco restano a carico del responsabile dell’attività. Se l’autorimessa non è soggetta ai controlli, le Linee guida non si applicano come obbligo, ma l’impianto va comunque realizzato a regola d’arte.
Quando serve il progetto di un professionista
L’art. 5 del DM 37/2008 richiede il progetto di un professionista iscritto all’albo, tra l’altro, per tutte le utenze condominiali, per le utenze domestiche di singole unità abitative con potenza impegnata superiore a 6 kW o superficie superiore a 400 m² e per gli ambienti soggetti a norme CEI specifiche, come i locali a maggior rischio di incendio. Negli altri casi il progetto può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
Per una wallbox l’obbligo va quindi verificato caso per caso, in base al contatore di partenza, alla potenza impegnata e al tipo di autorimessa. Lo valutiamo al sopralluogo; se il progetto di un professionista è obbligatorio, realizziamo l’impianto secondo quel progetto.
Da cosa dipende il costo
Non esiste un prezzo unico. Le voci che pesano di più sono:
- distanza tra contatore e posto auto e percorso della linea (canaline, cavedi, attraversamenti di muri e solai);
- stato del quadro ed eventuale aumento di potenza del contatore;
- potenza della wallbox e tipo di fornitura, monofase o trifase;
- modello di wallbox, che ti forniamo noi e scegliamo insieme al sopralluogo;
- eventuali requisiti antincendio dell’autorimessa.
Cosa mandarci per un preventivo
Puoi mandarci tutto su WhatsApp o con il modulo di richiesta:
- una foto del quadro elettrico di casa e una del contatore;
- una foto del punto in cui vuoi la wallbox e, se riesci, del percorso fino al contatore;
- il tipo di box: box chiuso di proprietà, posto auto in autorimessa comune o all’aperto;
- per un’autorimessa condominiale, quanti posti auto ci sono e se è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco (l’amministratore può dirtelo).
Tutti i dettagli sul nostro lavoro sono nella pagina wallbox e ricarica auto elettrica.
Indicazioni generali, non consulenza legale: per il tuo caso confrontati con l’amministratore. Norme e regole del bonus verificate sulle fonti ufficiali l’8 ottobre 2026. Prima di procedere controlla la pagina del MIMIT sul bonus colonnine: l’eventuale esaurimento dei fondi viene comunicato dal MIMIT con un avviso sul proprio sito.